Posts tagged Edizioni Socrates

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“il-romanzo-composto-da-racconti-disomogenei-tutti-accomunati-da-un-filo-rosso-che-diventa-visibile-solo-nell’ineluttabile-climax-finale” è un prodotto che più volte mi è capitato di sfogliare (un esempio che mi sembra calzante e che ricordo bene è “Ambarabà” di Giuseppe Culicchia, ma sicuramente ce ne saranno altri ancora più rilevanti e vicini al titolo in questione); la novità in questo caso sta nella fermezza con cui l’autore si attiene alle regole del gioco: ogni racconto è PROFONDAMENTE diverso dal precedente in ogni suo aspetto. C’è un grande sforzo stilistico alla base del testo; e gli sforzi vanno premiati quantomeno da una sana curiosità per il risultato finale.

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“Ma il poliziotto sa che il “pungiglione” della morte esiste ed è l’arma di cui si serve il male (quello umano, quotidiano, spesso inutile e banale, non certo quello cosmico di Arimane) per colpire a sorpresa e ribadire, in questo modo, il proprio “dominio” sulla vita e l’amore.”

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“Un giallo ambientato in una Roma nera, solitaria, malinconica - proprio come le anime dei protagonisti che la popolano - una Roma che si fa alveare capace attraverso la silenziosa e involontaria testimonianza delle proprie microcelle di svelare lentamente al lettore la risoluzione del misterioso omicidio e soprattutto la desolante quotidianità di una umanità inesorabilmente allo sbando”.

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“La ricerca di verosimiglianza dell’autore, il suo spirito d’osservazione, la sensibilità per i dettagli, l’attenzione per i dialoghi, ci trasportano all’interno di ogni ora come fosse un set dove assistere, muti, ad un frammento delle vite degli altri. Più che un romanzo una raccolta di racconti, convincente e curata, in cui il delitto passa in secondo piano, ma emerge l’esigenza di trovare un colpevole dimenticando la vittima”.

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“È quasi come se Roma si scoperchiasse (in una sorta di aggiornato Diavolo zoppo, il celebre conte di Lesage in cui il protagonista, trasportato dal diavolo Asmodeo, ha modo di vedere, attraverso i tetti, nell’interno delle case di Madrid scoprendone le miserie) e potessimo assistere, non visti, al brulichio esistenziale di una città, al brulichio di individui resi grevi dalla fatica di vivere, e quasi potessimo condividerne sensazioni, emozioni e pensieri”.

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La recensione de La marcatura della regina su La Lettura del Corriere della Sera, ora in formato migliore.

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La recensione de La marcatura della regina su La Lettura del Corriere della Sera, ora in formato migliore.

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lamarcaturadellaregina:

La recensione de La marcatura della regina di Matteo Giancotti per La Lettura del Corriere della Sera di oggi (presto in un formato migliore… forse).

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La recensione de La marcatura della regina di Matteo Giancotti per La Lettura del Corriere della Sera di oggi (presto in un formato migliore… forse).

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‎”Ironia, collera, disperazione e impotenza lanciano il loro gelido sguardo verso una società in cui ogni individuo insegue il proprio potere, dove il benessere personale è al di sopra di ogni altra cosa, dove la brutalità sembra essere il traguardo per sentirsi appagati”.

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